Il Napoletano e il Cafone

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Il Napoletano e il Cafone

“Cafone” è parola del dialetto campano, che si è poi estesa all’intero territorio nazionale. Sull’etimo ci sono molte ipotesi, tutte legate al territorio della Campania. E tutte decisamente dispregiative. Da “cavallo castrato” a “uomo dalla parlata sgradevole”.

Il napoletano di città (quello di Napolinapoli, per intenderci), mostra di avercela col cafone: con questo personaggio che vive a pochi chilometri di distanza, ma che lui, il cittadino, ritiene distante anni-luce.

Ma perché il napoletano, famoso nel mondo per la sua tolleranza verso tutto e tutti, si dimostra così duro nei confronti del cafone (tanto da chiamarlo così?)

Forse perché il cafone è esagerato, sempre sopra le righe?

No. Anche il napoletano spesso esagera, fa casino, va oltre: però lo fa quando si rende conto, attraverso il feedback che gli arriva dall’altro, e che sa decodificare per antica esperienza, di poterlo fare.   

Invece il cafone non si sa regolare: non è in grado di attivare un sistema che gli dica quando è il caso di fermarsi, e quanto si può spingere ancora.

Il cafone non può scegliere se salire o scendere di tono: è sempre sopra le righe, in ogni contesto. Finisce perciò per rendersi spesso ridicolo, incongruo.

Problemi suoi?

Niente affatto: il cafone, con la sua parlata così simile (a un orecchio poco esercitato come quello degli italiani delle altre regioni) a quella del napoletano verace, rischia di essere scambiato, dagli italiani, per un napoletano autentico. E questo il napoletano vero, che ben conosce la distanza che lo separa dal cafone in termini di attenzione al feedback, e di capacità di modulare le proprie azioni su quelle degli altri, non riesce proprio a sopportarlo.
Non lo sopporta perché pochi popoli, come il napoletano, devono la loro sopravvivenza alla capacità di capire “cosa sta succedendo”.  
La dipendenza (in primis, economica)  dal rapporto con gli altri, che ha storicamente caratterizzato i napoletani, ha reso fondamentale per loro l’uso del  feedback: l’analisi delle risposte altrui, e la modifica del proprio comportamento in base alle risposte  ottenute, così da poterlo rendere più adeguato al contesto, e quindi più efficace, è il fondamento della “neapolitan way of life”.
E’ per questo che il napoletano non  riesce a tollerare il cafone, che procede ad occhi chiusi, come un carro armato, finendo per cacciarsi inevitabilmente nei guai.